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ISCC PLUS

Le soluzioni di confezionamento SIG Terra, realizzate con polimeri rinnovabili di origine vegetale, utilizzano il tall oil come materia prima. Il tall oil è un sottoprodotto dell’industria della carta. Di conseguenza, non richiede di essere coltivato e non sottrae spazio all'agricoltura alimentare. I polimeri rinnovabili utilizzati da SIG provengono da un sistema del bilanciamento di massa certificato ISCC PLUS. 

Che cos’è il sistema di certificazione ISCC PLUS?

Fondato nel 2010 grazie a un’iniziativa che ha coinvolto molteplici parti interessate, l’International Sustainability and Carbon Certification (ISCC) è un sistema di certificazione leader a livello mondiale, progettato per promuovere catene di approvvigionamento tracciabili, sostenibili, prive di deforestazione e rispettose dell'ambiente.

 

Le certificazioni ISCC sono ampiamente riconosciute e riguardano la biomassa agricola sostenibile, i rifiuti e i residui biogeni, i materiali rinnovabili non biologici e i materiali riciclati a base di carbonio. Lo sviluppo e l’implementazione di diversi standard di certificazione costituiscono lo strumento con cui l’ISCC persegue i propri obiettivi: mitigare i cambiamenti climatici e garantire una maggiore tracciabilità nei mercati globali e nelle catene di approvvigionamento.  

 

Lo standard ISCC PLUS, in particolare, sostiene la transizione verso un’economia circolare e una bioeconomia. Questo standard di certificazione volontario attesta le caratteristiche di sostenibilità delle materie prime alternative lungo l’intera catena di approvvigionamento, dalla loro origine, fino al consumatore finale.  

Lo schema di certificazione ISCC PLUS per i materiali circolari regola l’approvvigionamento sostenibile e la tracciabilità dei rifiuti riciclati di origine fossile, nonché dei residui biologici (come le plastiche miste post-consumo e la pece di tall oil). Esso garantisce la corretta classificazione dei rifiuti, il mantenimento della tracciabilità e la verifica da parte di terzi lungo tutte le catene di approvvigionamento.



I materiali biocircolari come il tall oil vengono considerati residui di origine vegetale che non sottraggono terreni agricoli alle risorse alimentari e foraggere.



Nell’ambito dell’ISCC, la verifica della sostenibilità riguarda sia l’approvvigionamento responsabile della biomassa forestale, sia la tracciabilità dei residui lungo tutta la catena di approvvigionamento.

 

Per le materie prime di origine vegetale, ciò significa dimostrare che la biomassa forestale:

  • proviene da legno raccolto in modo legale;
  • rispetta i requisiti in materia di riforestazione;
  • preserva la biodiversità e le aree protette;
  • mantiene la produttività forestale a lungo termine;
  • risponde alle esigenze in materia di tutela del suolo e degli ecosistemi.

I requisiti dettagliati sono definiti nei seguenti documenti (disponibili solo in lingua inglese): ISCC EU 202-1 Agricultural Biomass: ISCC Principle 1, ISCC EU 202-3 – Forest Biomass: ISCC Principle 1, nonché nella guida ISCC Guidance on Waste and Residues from Forestry and Forest-Based Industries. Questi documenti sono disponibili sul sito dell'ISCC.

Il bilanciamento di massa spiegato dall’ISCC

La maggior parte dei prodotti che teniamo tra le mani, consumiamo e infine smaltiamo sono il risultato di complessi processi di produzione chimica che combinano una varietà di materiali diversi. Le materie prime utilizzate spaziano da quelle di origine fossile a soluzioni emergenti meno convenzionali, che includono materiali bio-based, rinnovabili e riciclati, in grado di sostituire le risorse di origine fossile. Sebbene sul mercato si vedano sempre più prodotti che dichiarano un contenuto al 100% di origine biologica o riciclata, il volume dei materiali di origine fossile continua a superare la quantità di alternative più sostenibili in altre applicazioni. Tuttavia, questi materiali vengono gradualmente sostituiti da alternative sostenibili e a minore intensità di carbonio, migliori per il pianeta. 

Il principio alla base del bilanciamento di massa 

Nei processi di produzione chimica, le materie prime con origini e caratteristiche diverse, quali le materie rinnovabili certificate e quelle fossili, vengono spesso miscelate. Ciò avviene in particolare nei settori caratterizzati da impianti con processi di produzione complessi, in cui non è possibile trattare i materiali certificati e quelli non certificati in linee di produzione separate. 

 

La miscelazione delle materie prime richiede alle aziende di dichiarare la percentuale di materiali certificati incorporati nel prodotto finale. Purtroppo, la quantità di materiali certificati che entra nel processo chimico è ancora bassa, così come lo è la sua quota fisica nel prodotto finito. Ciò lascia poco spazio agli incentivi per aumentare l’uso di materie prime certificate. Fortunatamente, il bilanciamento di massa può essere d’aiuto.  

 

Il bilanciamento di massa fornisce ai produttori una metodologia per tracciare i materiali certificati durante le varie fasi della catena del valore. Inoltre, esso permette loro di attribuire gli input, come la plastica riciclata certificata, agli output dello stesso processo produttivo, attraverso un sistema di contabilità certificato. Sebbene le caratteristiche fisiche dei materiali siano mescolate e non possano più essere distinte all’interno della miscela, i dati relativi alla loro sostenibilità e alle emissioni di gas serra rimangono assegnati ai lotti di materiali nella contabilità.  

 

Questo particolare metodo contabile consente di verificare che la materia prima certificata abbia sostituito una quantità equivalente di materie prime fossili all’inizio della catena di approvvigionamento e possa essere attribuita al prodotto destinato alla vendita, garantendo l’equilibrio tra input e output. 

Il bilanciamento di massa nella pratica 

Facciamo un esempio per capire come funziona il bilanciamento di massa. Immaginiamo che in un impianto di lavorazione vengano miscelati il 70% (700 kg) di materie prime di origine fossile e il 30% (300 kg) di materie prime rinnovabili certificate. L’operatore dell’unità di lavorazione effettua il primo bilanciamento di massa, deduce gli scarti di lavorazione e fornisce un determinato volume della miscela a un produttore di poliolefine. Sebbene il produttore di poliolefine riceva materiali con bilanciamento di massa, non è garantito che le materie prime rinnovabili certificate attribuite al suo lotto siano “fisicamente” presenti. Tuttavia, il produttore di poliolefine attribuisce le materie prime certificate alla propria produzione nella contabilità. Nella fase di lavorazione successiva, un trasformatore realizza, attraverso i materiali sottoposti al bilanciamento di massa, una tonnellata metrica di prodotti finiti.

 

Considerando, ad esempio, degli scarti di lavorazione pari al 10%, il trasformatore potrebbe dichiarare che 270 kg del prodotto finale sono riconducibili al 100% di materie prime rinnovabili certificate in base all’approccio del bilanciamento di massa, purché siano soddisfatti determinati requisiti di attribuzione. In alternativa, 540 kg del prodotto finale potrebbero essere dichiarati come riconducibili al 50% di materiali certificati. Non possiamo affermare con certezza che il prodotto finito che abbiamo tra le mani contenga fisicamente materiale riciclato certificato. Ciò che è evidente è che la materia prima certificata ha sostituito le risorse fossili all’inizio della catena di approvvigionamento e ha contribuito a rendere il processo più circolare. 

I vantaggi del bilanciamento di massa in sintesi 

Il bilanciamento di massa offre una miriade di vantaggi a beneficio di tutti gli attori della catena del valore e promuove l’uso di materiali bio-based, residui e materiali riciclati. Questo processo contribuisce innanzitutto a integrare gradualmente materie prime non convenzionali nelle infrastrutture e nelle catene di approvvigionamento esistenti. Le aziende chimiche che intendono integrare materie prime non convenzionali nei propri prodotti possono immettere in modo flessibile i volumi desiderati nei propri processi e mantenere separate le diverse materie prime attraverso una contabilità dettagliata. Ciò consente di aumentare gradualmente la quota di materiale certificato nell’ambito del sistema attuale senza dover costruire linee di produzione completamente nuove e permette alle operazioni su larga scala di passare a modalità operative più sostenibili.  

 

Uno degli obiettivi principali di questo approccio è tracciare i materiali lungo la catena di approvvigionamento e le diverse fasi di lavorazione, per garantire una maggiore trasparenza nelle supply chain globali. Inoltre, tale approccio trova ampio impiego come metodo complementare nei processi di riciclo chimico della plastica. Quando il metodo meccanico raggiunge i propri limiti nel riciclo della plastica, il riciclo chimico rappresenta il processo complementare di riferimento per evitare la perdita di materiali riciclabili. Esso consente il riciclo di prodotti difficili da riciclare e reimmette nell’economia materiali riciclati di alta qualità, compresi quelli adatti ad applicazioni a contatto con gli alimenti. Grazie all’approccio del bilanciamento di massa, le aziende a valle del processo chimico dispongono di uno strumento per aumentare i tassi di riciclo, verificare l’utilizzo di materiali riciclati certificati e, di conseguenza, raggiungere gli obiettivi prefissati relativi al contenuto riciclato.

Il ruolo della certificazione

Le certificazioni contribuiscono a garantire la tracciabilità della catena di approvvigionamento e a valorizzare l'uso di materie prime non convenzionali.

ISCC, uno dei principali sistemi di certificazione multi-stakeholder in materia di sostenibilità ed emissioni di carbonio, certifica varie materie prime non convenzionali, prodotti e residui bio-based, processi di riciclo meccanico e chimico, nonché diverse opzioni di catena di custodia sulla base degli standard definiti nel proprio sistema ISCC PLUS. 

 

Allo stato attuale, si tratta di un sistema di riferimento nei mercati non regolamentati, ma si prevede che troverà applicazione anche in mercati regolamentati specifici e subirà un ulteriore sviluppo in base alle tendenze del mercato globale. Garantendo piena trasparenza lungo tutta la catena del valore, il sistema ISCC consente ai proprietari dei marchi di avanzare affermazioni credibili sul contributo dei propri prodotti all’economia circolare o alla bioeconomia. 

 

 

 

Una leva fondamentale per l'economia circolare 

Il bilanciamento di massa è un fattore chiave per la transizione verso una bioeconomia, nonché verso un'economia circolare. In quanto soluzione economicamente vantaggiosa, il bilanciamento di massa consente di aumentare i volumi di materiali riciclati e di residui bio-based utilizzati insieme alle materie prime fossili e di eliminare gradualmente l’uso di risorse primarie nei processi di produzione chimica. Se applicato su larga scala, il bilanciamento di massa può rappresentare una leva fondamentale per accelerare la sostituzione delle materie prime fossili e potenziare il riciclo all’interno delle infrastrutture esistenti.